La valutazione diagnostica

La diagnosi è il momento iniziale di ogni tipologia di intervento sanitario,volto alla cura ed al benessere dell’individuo. Essa si configura come fase necessaria a comprendere in modo specifico la problematica della persona, valutandone tutti gli aspetti in modo da poter costruire ed avviare la fase successiva di tipo terapeutico, volta al superamento del problema emerso in diagnosi.

Quanto emerso durante la fase psicodiagnostica, attraverso i colloqui clinici e la somministrazione di test specifici, è descritto e riportato nella relazione diagnostica che si rilascia ai genitori.

 

Tale relazione è valida come certificazione per la scuola frequentata dal soggetto e si configura come il documento

necessario sulla base del quale gli insegnanti possono elaborare un piano didattico individualizzato (Pdp) per il soggetto.

 

PERCHE’ FARE LA DIAGNOSI

La diagnosi è necessaria per valutare qualsiasi aspetto problematico di tipo psicologico-comportamentale manifestato dal soggetto. In quest’ottica, lo psicologo è il professionista in grado di valutare il problema e costruire con la famiglia gli aiuti specifici per il bambino.

Le problematiche possono essere legate:
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  • ai Disturbi specifici di apprendimento (Dsa) nella capacità di lettura, scrittura e aritmetica,
  • ma possono anche emergere difficoltà negli aspetti dell’attenzione e/o dell’impulsività;
  • o altre tipologie di disturbo neuro-psicologico.

 

LA DIAGNOSI DSA

Per ciò che riguarda le problematiche legate agli apprendimenti delle capacità di lettura, scrittura e aritmetica, è essenziale avviare la fase diagnostica per poter valutare in modo approfondito le aree di fragilitàe le aree di forza del soggetto, in modo da poter pianificare i cambiamenti nel metodo di studio del ragazzo, proprio sulla base di quanto emerso nella valutazione.

Il momento ideale per avviare una valutazione diagnostica dei Dsa

(Disturbi specifici dell’apprendimento), è il periodo della scuola

primaria, a partire dalla fine della seconda classe. Per l’età pre-scolare, sono attivi specifici screening che aiutano a valutare i pre requisiti degli apprendimenti di letto-scrittura, in modo che la diagnosi sia eventualmente attivata nei tempi nei quali si possono ottenere imassimi risultati di compensazione delle problematiche emerse (scuolaprimaria).

Accade di frequente che i Dsa si manifestino in momenti successivi,

durante la scuola media inferiore e/o durante la scuola media superiore.

In tali casi è comunque necessario avviare una valutazione diagnostica per aiutare il soggetto a faticare meno nell’attività di studio e nelrendimento scolastico.

La diagnosi di Dsa è necessaria e utile anche nel periodo universitario,proprio perché siano dati al soggetto dislessico, disgrafico e/odiscalculico gli aiuti necessari a svolgere le prove d’esame a pari opportunità con i propri compagni che non hanno difficoltà negli apprendimenti.

 

COSA FARE DOPO AVER RICEVUTO UNA DIAGNOSI DSA

Una volta effettuata la diagnosi, sono proposte ai genitori le attività

necessari e/o utili da attivare per aiutare il soggetto a compensare leproprie difficoltà. Nella maggiore parte dei casi dei ragazzi usciti dalla scuola primaria è necessario attivare un’attività di monitoraggio didattico per modificare le abitudini di studio poco efficienti,affiancando al soggetto una persona esperta in didattica nei casi con Dsa (tutor). Nel caso di soggetti delle scuola primaria, oltre alla possibilità del tutor, spesso vi è le necessità di avviare percorsi terapeutici di logopedia, utili per migliorare la performance rispetto alla propria problematica.

Inoltre, posso emergere nei soggetti con Dsa, aspetti di fragilità nelle funzione esecutive superiori (memoria, attenzione), per i quali è necessario attivare specifici training riabilitativi con lo psicologo.

 

 

 

 

COME VERIFICARE SE E’ IL CASO DI FARE UNA DIAGNOSI

  • Noti nel tuo bambino difficoltà di lettura, scrittura e/o nell’approccio

all’aritmetica?

  • Noti aspetti di difficoltà nel mantenere l’attenzione su un’unica

attività, per esempio nel fare i compiti relativamente a materie

specifiche?

  • Noti comportamenti legati all’impulsività e/o all’iper dinamicità: il

bambino fatica a stare fermo e manifesta costantemente il bisogno di alzarsi dalla sedia, o di distogliere l’attenzione su quanto sta facendo?

  • Il bambino manifesta a casa o a scuola atteggiamenti di aggressività e fatica a seguire le lezioni per tutte le ore richieste?
  • Noti, nel bambino, aspetti di preoccupazione eccessiva per la scuola oppure, all’opposto, atteggiamenti di scarso impegno nell’attività di studio?
  • Il ragazzo studio molto ma fatica a portare a casa risultati

soddisfacenti?

In tutti questi casi, vale la pena avviare una valutazione diagnostica per inquadrare celermente il problema e attivare quanto necessario per affrontarlo.

Dott. Matteo Solari – Psicologo e Psicoterapeuta.

Idoneità a svolgere attività diagnostica, di certificazione e di consulenza per la scuola, inerente i DSA

(decreto del dirigente n.3282 – www.arsliguria.it.La presente è rilasciata alla famiglia per gli usi consentiti dalla legge.

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